Punti chiave da ricordare: i bastoncini trasferiscono parte dello sforzo dalle gambe alla parte superiore del corpo in salita e garantiscono un appoggio più sicuro in discesa. Il carbonio privilegia la leggerezza e l'assorbimento delle vibrazioni, mentre l'alluminio resiste meglio agli urti. Per quanto riguarda la lunghezza, applicate la regola dell'angolo retto. La piegatura a Z rimane lo standard di riferimento nelle competizioni.
Li si vede su tutte le linee di partenza, eppure molti corridori li portano come un peso morto. Per mancanza di tecnica, o perché il modello non è adatto al terreno. Il risultato è che un accessorio che avrebbe dovuto aiutare finisce appeso allo zaino per quaranta chilometri. Se scelti e utilizzati correttamente, i bastoncini da trail cambiano radicalmente il modo di affrontare il dislivello. Riprendiamo tutto in ordine: cosa offrono dal punto di vista meccanico, come scegliere il materiale e il sistema di chiusura, e infine come calcolare la lunghezza giusta.
Indice
Cosa cambiano realmente i bastoncini durante lo sforzo
L'interesse è duplice, ma spesso si riduce alla sola salita. La discesa rappresenta invece l'altra metà dell'equazione, quella che mette a dura prova le gambe nella fase finale della gara.
Risparmio di energia muscolare e propulsione in salita
Quando spingete attivamente sulle manopole, le braccia si fanno carico di una parte del lavoro solitamente svolto dai quadricipiti. Questo trasferimento di forza alleggerisce il carico sulle gambe sui pendii ripidi e vi permette di mantenere un’andatura regolare dove altrimenti avreste perso il ritmo. Lo sforzo viene distribuito su tutto il corpo e l’affaticamento generale si manifesta più tardi. La condizione fondamentale è utilizzare attivamente i bastoncini: trascinarli al proprio fianco non serve a nulla e aggiunge semplicemente peso da trasportare.
Stabilità e protezione delle articolazioni in discesa
In discesa, i bastoncini fungono da ammortizzatori. Assorbono parte degli urti eccentrici che sollecitano le ginocchia e offrono due punti di appoggio in più sui ghiaioni o su un sentiero instabile sotto i piedi. Questa stabilità è fondamentale soprattutto nella fase finale della gara, quando la coordinazione cala e il minimo appoggio sbagliato può costare caro.
I vantaggi concreti:
- Minore rischio di distorsione su terreni instabili.
- Migliore equilibrio sui pendii ripidi e sui ghiaioni.
- Minore sollecitazione dei tendini rotulei.
- Appoggi sicuri nei cambi di direzione.
3 criteri per scegliere i bastoncini
Non resta che scegliere l'attrezzatura adatta alla vostra attività e, soprattutto, al terreno su cui giocate abitualmente.
Carbonio o alluminio
Il carbonio è più leggero e assorbe meglio le vibrazioni, il che garantisce una sensazione più morbida nelle mani e una minore inerzia ad ogni oscillazione. In una gara ultra, questo vantaggio, ripetuto migliaia di volte, finisce per fare la differenza. L’alluminio resiste meglio agli urti laterali e all’incastro tra due massi, una situazione tipica sui ghiaioni o sui terreni granitici accidentati. Inoltre costa meno. Su terreni frastagliati, o se siete alle prime armi, è la scelta più razionale.
Sistemi di piegatura: Z-pole o telescopico
Il modello pieghevole a Z si apre con un solo gesto e si ripone altrettanto rapidamente, il che lo rende il formato di riferimento nelle competizioni. Una volta ripiegato, l’ingombro è minimo e le aste si infilano in una faretra o sotto degli elastici senza pensarci due volte. Il modello telescopico consente di regolare la lunghezza durante il percorso, un vero vantaggio se si alternano lunghe salite e lunghe discese. Rimane tuttavia più pesante e ingombrante. In entrambi i casi, verificate l’affidabilità del sistema di bloccaggio, che deve resistere al freddo e all’umidità costante.
La leggerezza come criterio progettuale
I sentieri costieri bretoni impongono requisiti particolari. Granito levigato, umidità costante, appoggi irregolari tra due radici: è proprio questo terreno a fungere da riferimento per Kinetik, con l’approccio minimalista che Jean-Marie Loirat ha imposto dal 2008 e che si riassume nello slogan “The Skill of Lightweight”. Ogni grammo in meno su un bastone si avverte durante il movimento, non a riposo. È un risparmio invisibile in dieci minuti, ma molto reale in dieci ore.
Un'attrezzatura progettata per terreni accidentati
Kinetik Sviluppa la propria attrezzatura in Bretagna, tra il vento salino e il granito. Un reparto di ricerca e sviluppo interno, i tester del team sul campo e un’attenzione particolare alla leggerezza che non sacrifica mai la resistenza. Per approfondire l’argomento dell’attrezzatura da gara, potete anche consultare la nostra guida alla scelta del giubbotto idratante.
Maniglie e fissaggi: ottimizzare la trasmissione
L'attrezzatura non è tutto. Il modo in cui la mano è collegata alla mazza determina l'effettiva efficacia di ogni colpo.
Schiuma EVA o sughero
La schiuma EVA mantiene un’ottima presa anche quando è bagnata, il che è importante in caso di pioggia o con le mani sudate. Il sughero assorbe meglio il sudore e dura più a lungo, con una sensazione al tatto che si adatta al singolo utente con l’uso.
| Materiale | Aderenza su fondo bagnato | Sostenibilità | Peso |
|---|---|---|---|
| Schiuma EVA | Eccellente | Buona | Leggero |
| Liegi | Corretto | Ottima | Standard |
Un manicotto che si estende sotto l’impugnatura principale è un vero vantaggio. Consente di abbassare la mano in pendenza o su una breve salita ripida senza dover modificare la regolazione.
Cinghie o guanti da combattimento
Il guanto agganciabile garantisce la migliore trasmissione della forza, poiché consente di spingere con il palmo aperto senza irrigidire le dita. Gli avambracci si affaticano decisamente meno durante una lunga salita. I lacci classici offrono maggiore libertà: basta un secondo per lasciare il bastoncino e prendere un gel, aprire una tasca o appoggiare la mano su una roccia. È la scelta della versatilità, spesso preferita sui percorsi vari.
Guida alle taglie e alle soluzioni di trasporto
Una lunghezza errata annulla parte del guadagno. Il calcolo è fortunatamente semplice.
Calcolare la lunghezza ideale
Applicate la regola dell’angolo retto: con il bastoncino piantato verticalmente nel terreno e il gomito aderente al corpo, l’avambraccio deve essere orizzontale. Potete anche partire dalla vostra altezza in centimetri moltiplicata per 0,67, il che fornisce un valore di riferimento affidabile. Regolate poi in base al terreno: su una salita ripida, una lunghezza leggermente ridotta rende più dinamico lo spinta; in discesa, un bastoncino un po’ più lungo garantisce un appoggio più sicuro e alleggerisce il carico sulle ginocchia. Se siete a metà tra due misure, scegliete quella più corta, poiché favorisce la manovrabilità nei passaggi tecnici.
Fissaggio al gilet e manutenzione delle punte
La fondina rimane la soluzione più pratica durante la gara, perché permette di riporre e riprendere i bastoncini senza togliersi il gilet. Anche gli attacchi frontali sulle spalline funzionano altrettanto bene, a condizione di aver provato il movimento durante l’allenamento piuttosto che scoprirlo in gara. Dopo un'uscita, sciacquate i bastoncini per eliminare sale e fango, quindi lasciateli asciugare separatamente: questo evita il blocco dei meccanismi e l'ossidazione interna. Controllate infine l'usura delle punte in tungsteno, che possono essere sostituite singolarmente e prolungano notevolmente la durata del bastoncino.
Se scelti con cura, i bastoncini cambiano il modo di affrontare il dislivello: maggiore spinta in salita, maggiore sicurezza in discesa e una distribuzione più equilibrata della fatica su tutto il corpo. Per riporre i bastoncini in modo efficiente durante la gara, la fondina KARKOIS di Kinetik è stata progettata proprio per questo: leggera, sicura, compatibile con tutti i gilet. Disponibile con pagamento in 4 rate senza interessi a partire da 70 € e spedizione gratuita a partire da 100 €.
Domande frequenti
Perché usare i bastoncini nel trail running?
In salita, trasferiscono parte dello sforzo alla parte superiore del corpo e alleggeriscono il carico sui quadricipiti, consentendo di mantenere un’andatura più regolare su pendenze ripide. In discesa, assorbono parte degli urti e rendono più sicuri i punti di appoggio. Aiutano inoltre a mantenere una postura equilibrata e un ritmo respiratorio stabile, il che contribuisce a ritardare l’affaticamento nelle gare di lunga durata.
Carbonio o alluminio?
Il carbonio è più leggero e assorbe meglio le vibrazioni, limitando così l’inerzia del braccio ad ogni oscillazione. È la scelta ideale per le prestazioni sulle gare ultra. L’alluminio resiste meglio agli urti laterali ed è più economico. Su terreni accidentati o per chi è alle prime armi, è l’opzione più sicura.
Come scegliere la taglia giusta?
Posizionate il bastoncino in verticale, con il gomito aderente al corpo: l’avambraccio deve formare un angolo retto. Potete anche moltiplicare la vostra altezza in centimetri per 0,67 per ottenere un riferimento. In caso di dubbio tra due misure, scegliete quella più corta. Un bastoncino troppo lungo ostacola i movimenti nei passaggi tecnici e riduce il dinamismo in salita.
Quale sistema di piegatura scegliere per le competizioni?
La piegatura a Z è preferita nelle gare per la sua apertura immediata e l’ingombro minimo una volta riposta. Si infila facilmente in una faretra o su un gilet. I modelli telescopici consentono di regolare la lunghezza in base al terreno, ma risultano più pesanti e ingombranti. La scelta dipende dal profilo dei vostri percorsi.
Guanti o cinturini?
Il guanto agganciabile offre la migliore trasmissione della forza, con una spinta dal palmo aperto che limita le tensioni negli avambracci. I lacci consentono di liberare rapidamente le mani per mangiare o maneggiare l’attrezzatura. Ciò che si perde in termini di pura efficacia si guadagna in versatilità.
Come prendersi cura dei bastoncini?
Sciacquate i fili con acqua pulita dopo ogni uscita, soprattutto in riva al mare, dove il sale accelera l'usura. Lasciateli asciugare completamente, con i segmenti separati, per evitare che si incastrino. Controllate l'usura delle punte in tungsteno, che si smussano a contatto con il granito o l'asfalto. Si sostituiscono facilmente e prolungano la durata dell'attrezzatura.